La linea del meridiano

Guanda, Prima edizione, 2014

Traduzione di Roberta Bovaia

 

La presentazione dell'editore

Stavolta per il brigadiere Bevilacqua non si tratta di una vittima qualunque. L’uomo che viene trovato impiccato sotto un ponte dopo aver subito umilianti torture è il sottotenente Robles, un tempo amico di Vila, suo maestro e mentore: l’uomo che gli ha insegnato tutto. Insieme all’inseparabile sergente Virginia Chamorro, sempre più efficiente e sicura di sé, e al novellino Arnau, Bevilacqua si trova tra le mani un caso che lo porta dalla consueta Madrid alla Barcellona del suo passato professionale e sentimentale, una città dove è stato immensamente felice e poi terribilmente triste.

Ben presto appare evidente che Robles, per arrotondare la magra pensione pubblica, aveva accettato di lavorare per un’agenzia di sicurezza privata dietro cui si nascondevano traffici poco chiari, con implicazioni che svelano un mondo di corruzione e malaffare, di sfruttamento della prostituzione e di spaccio di droga, che coinvolge anche vari membri della Guardia Civil. Così, sullo sfondo livido di una Spagna travolta dalla crisi, Vila arriverà alla resa dei conti con la memoria e dovrà aprirsi con l’inossidabile Chamorro, insospettita dalle sue reticenze. E la loro indagine, mai tanto circostanziata, si chiuderà con un inaspettato colpo di scena. Oltre che con l’addio di Vila a un grande amore. La linea del meridiano di Greenwich, che i protagonisti attraversano nel loro viaggio e che separa est e ovest del Paese, segna metaforicamente la frontiera spesso labile tra bene e male, tra passato e presente, che tutti ci portiamo dentro.



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